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NAVTEQ rende noti i dati sull'impatto ambientale del navigatore
GPS - NAVTEQ
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NAVTEQ, fornitore leader mondiale di mappe digitali, dati per la localizzazione e di traffico per soluzioni di navigazione a bordo auto, dispositivi portatili, applicazioni WIRELESS e soluzioni per aziende, ha reso noti i risultati di uno studio che la società ha commissionato per valutare l'impatto sull'ambiente determinato dall'utilizzo dei sistemi di navigazione.

I precedenti studi in questo campo si erano soffermati soprattutto sui problemi connessi alla ricerca della destinazione e sui benefici offerti dai sistemi di navigazione ai conducenti che ne fanno un uso regolare.

La ricerca ha preso in considerazione tre categorie di utenti: automobilisti senza navigatore, con navigatore, con funzioni di informazioni sul traffico. I risultati hanno rivelato che i possessori di dispositivi di navigazione 1) percorrono distanze più brevi e 2) perdono meno tempo alla guida della vettura. La ricerca, effettuata in due grandi aree urbane della Germania - Düsseldorf e Monaco di Baviera - ha altresì dimostrato che i veicoli dotati di navigatore consumano il 12% di carburante in meno per ogni 100 chilometri percorsi passando dagli 8,3 ai 7,3 l/100km.

Questo aumento dell'efficienza si traduce in un abbattimento annuo delle emissioni di anidride carbonica valutato in 0,91 tonnellate annue per ciascun utente, pari a circa il 24% in meno delle emissioni prodotte dalle vetture senza navigatore. In termini di emissioni in grammi per chilometro, ciò significa 25 g/km per singola automobile. Inoltre, con percorrenze medie annue inferiori di quasi 2500 km, in Germania vi sarebbero ben 1,19 milioni di pneumatici in meno da sostituire ogni anno grazie alla minore usura.

Le vetture degli automobilisti che hanno preso parte a questa ricerca, che in precedenza non avevano mai posseduto un navigatore, sono state dotate di un dispositivo di rilevamento dei percorsi e della velocità di guida. In totale, lo studio ha preso in considerazione oltre 2.100 singoli tragitti per più di 20.000 km e quasi 500 ore su strada.

La ricerca è stata condotta da NuStats, un istituto di ricerca che nel corso dei suoi 25 anni di attività si è imposto come leader per gli studi demoscopici e le ricerche qualitative nel settore dei trasporti, con particolare riguardo alla mobilità delle persone e all'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici.

Inoltre, i risultati della ricerca hanno gettato luce su ulteriori aree di interesse:

- Riduzione dei tempi e delle distanze di percorrenza nel tempo: Si tratta di una caratteristica "curva di apprendimento" connessa al graduale miglioramento dell'abilità di utilizzo del navigatore; riduzioni ancora più marcate dei tempi e delle distanze si sono verificate a partire dalla seconda metà del periodo della ricerca.

- L'aggiunta delle informazioni sul traffico riduce ulteriormente i tempi e le distanze di percorrenza: I risultati migliori si sono registrati in coincidenza con l'utilizzo dei navigatori negli orari di punta (dalle 7:00 alle 8:59 e dalle 16:00 alle 18:59).

- Ulteriori riduzioni dei tempi e delle distanze di percorrenza si sono avute anche negli spostamenti non di routine: La riduzione dei tempi e delle distanze di percorrenza sono risultate più accentuate anche quando si percorrono strade diverse da quelle abituali.

"Grazie alla solida base metodologica che sorregge questa ricerca, siamo convinti che i risultati siano rappresentativi di un trend a livello mondiale spesso intuito ma mai provato in precedenza nell'ambito dell'utilizzo quotidiano. I consumatori possono godere dei vantaggi della navigazione non solo dal punto di vista dell'esperienza di guida, ma anche per l'impatto decisamente positivo che essa esercita sull'ambiente" ha dichiarato Judson Green, NAVTEQ president and chief executive officer.

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