| TLC: analisi e soluzioni innovative nella gestione energetica delle stazioni radiomobili |
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necessari a garantire la qualità e la copertura territoriale del servizio. La riduzione dei consumi energetici di una SRB rappresenta uno dei fattori critici del mercato delle telecomunicazioni, sia per consentire un significativo risparmio di risorse economiche ai gestori di telefonia mobile, che per realizzare uno sviluppo “sostenibile” delle tecnologie di telecomunicazione a vantaggio dell’ambiente e dell’intera collettività. Con queste premesse nasce il progetto di ricerca “Impianti per telecomunicazioni: Ottimizzazione Energetica e Controllo Ambientale” realizzato dal Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli (DSA-SUN) e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) in collaborazione con i gestori di telefonia mobile ed i fornitori di apparati e strumentazioni. Obiettivo generale del progetto di ricerca è studiare un insieme di soluzioni che consentano: a) di ottenere una razionalizzazione dei consumi di una Stazione Radio Base per telefonia mobile mediante interventi di risparmio energetico; b) di produrre, nei luoghi in cui sono posizionate le SRB, energia da fonte rinnovabile allo scopo di ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera; c) di implementare sistemi intelligenti di controllo dei consumi energetici e dei relativi impatti ambientali. Il progetto è stato suddiviso nelle seguenti fasi:1) Studio ed analisi dei consumi energetici di una stazione radio base. 2) Valutazione dell’uso di fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, sistemi ibridi) su infrastrutture o per situazioni di grid-off (ossia impianti staccati dalla rete elettrica e quindi alimentati con gruppi elettrogeni). 3) Sviluppo di centraline di gestione ed ottimizzazione dei consumi energetici.
Consumi energetici ed azioni di risparmio energeticoPer ottenere una analisi dettagliata dei consumi energetici di una stazione per le radio telecomunicazioni, è stata realizzata, in collaborazione con i gestori di telefonia mobile, una campagna di misura sia dei consumi di energia che di altri parametri ambientali e di funzionamento. Il campione statistico analizzato è formato da oltre 100 siti con intervallo temporale di oltre 1000 giorni effettivi di monitoraggio. I siti studiati sono localizzati sull’intero territorio nazionale (Nord, Centro e Sud) e sono differenziati per tipologia impianti (room, shelter, outdoor) e per tecnologia degli impianti (Gsm, UMTS, DCS). I risultati di tale campagna di misure hanno consentito di stabilire che:• Il consumo medio annuo di una SRB è uguale a circa 35000 kWh, associabile al consumo medio di 10 famiglie; • Se si considera che in Italia sono presenti circa 60.000 SRB (dati 2007 Osservatorio CEM – ISPRA), il consumo medio annuo totale di tutti gli impianti SRB presenti sul nostro territorio è pari a circa 2,1 TWh/anno; che risulta essere lo 0,7 % dell’intero consumo elettrico nazionale (fonte dati TERNA 2006); • In termini di impatto economico ed ambientale sul nostro territorio, il tutto si può tradurre in circa 300 M€ di bolletta energetica annua a carico dei gestori e circa 1,2 Mton di CO2eq all’anno immesse in atmosfera; • I consumi energetici di una stazione radio base sono generati per 2/3 dalla necessità di alimentazione degli apparati (consumi per trasmissione) e per 1/3 dalla contemporanea esigenza di climatizzazione degli apparati e degli ambienti che li contengono (consumi per climatizzazione). • Se si effettua una analisi dei consumi energetici medi associati alle diverse tecnologie risulta che la tecnologia Gsm ha consumi energetici notevolmente superiori alla tecnologia UMTS, come d’altronde ci si aspetta a causa delle differenti caratteristiche dei protocolli di comunicazione per le due tecnologie. • Emerge chiaramente che non c’è correlazione tra consumi energetici e traffico telefonico di una stazione per radiotelecomunicazione, cosa che denota che al momento non viene preso in considerazione alcun intervento che regoli l’alimentazione delle portanti delle stazioni per radiotelecomunicazione in funzione del carico di queste ultime.
Sono quindi stati studiati e sperimentati algoritmi, messi a punto dai fornitori di tecnologia, che consentono la ottimizzazione della gestione, in termini di accensione e spegnimento delle portanti in funzione del traffico telefonico di cella. Tale intervento può comportare, al variare della tipologia e della localizzazione della stazione radiobase, un risparmio che va dal 10 al 15% dei consumi di trasmissione. Inoltre sono stati presi in considerazione algoritmi “intelligenti” per la ottimizzazione e regolazione dinamica delle funzioni di climatizzazione. Tale intervento consente una stima di risparmio energetico che va dal 5 al 10% dei consumi di climatizzazione. In conclusione il risparmio energetico totale annuo, considerando i processi di feedback delle due componenti, è pari a circa il 20%, con il vantaggio economico di circa 1000 €/anno risparmiati per ogni SRB che significa che il settore completo della telefonia mobile ha un potenziale di risparmio di circa 50 M€ per anno, a cui si aggiunge il vantaggio ambientale di non emettere in atmosfera per ogni anno 240000 Ton di CO2eq.
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Oggi riportiamo un' interessante articolo di Carmine Lubritto del Dipartimento di Scienze Ambientali, II Università di Napoli. Lo sviluppo delle reti di telefonia mobile e della concomitante domanda di servizi in mobilità ha portato negli ultimi anni ad un costante accrescimento degli impianti fissi di trasmissione del segnale (Stazioni Radio Base - SRB),
